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Le differenze tra i single italiani

Regione che vai, single che trovi! Già perché i single della penisola non sono tutti uguali.

Prima di proseguire e di scatenare le ire di chi magari non concorderà con questo identikit, facciamo una piccola premessa.
Le nostre saranno riflessioni in cui alcuni si identificheranno, altri meno. Non ci piacciono le generalizzazioni però è innegabile che in Italia esistano differenze culturali che ovviamente si riflettono anche nella ormai numerosissima popolazione di single.
È ovvio che non tutti i genovesi siano parsimoniosi, non tutti i siciliani gelosi e non tutti i piemontesi poco ospitali! Però, in base alle nostre esperienze con Vitadasingle e alle differenze osservate in oltre 3 lustri negli eventi per single organizzati nelle varie città, vogliamo provare a stilare l'identikit dei single italiani, divisi per macroregioni.

Cartina Italia


Partiamo da alcuni dati: secondo quanto emerso dall'ultimo censimento ISTAT sui nuclei familiari italiani, nel nostro paese quasi una famiglia su tre è composta da una sola persona: in pratica quasi 12 milioni di single, con un aumento rilevante da quando è nato Vitadasingle (anno 2000). È una tendenza che riguarda tutta la nostra penisola ma, in particolare, alcune regioni del nord: Liguria, Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia. Nelle altre zone, invece, la percentuale dei single rimane più bassa.

Possiamo già trarre una prima riflessione: nel nord Italia il numero di persone che vivono da sole è maggiore rispetto a quanto avviene in altre regioni di Italia.
Le motivazioni sono varie: ad esempio al sud i valori di famiglia intesa come una coppia con figli sono più radicati. Inoltre il tasso di disoccupazione è più alto, soprattutto per le donne. Considerato che in proporzione il costo della vita di chi abita solo è più alto rispetto a quello di una famiglia composta da più persone, sono pochi i single che possono permettersi di mantenersi una casa...

Al sud la maggior parte di uomini e donne non sposati o conviventi preferiscono continuare a vivere nella famiglia di origine. I primi soprattutto per un retaggio culturale, le donne, oltre che per questo, anche per questioni economiche.
Quindi in queste regioni i single, intesi come chi vive solo, sono prevalentemente uomini, hanno un lavoro stabile ed una mentalità piuttosto moderna: rispetto alla maggior parte dei coetanei hanno scelto di vivere lontano dai genitori e non considerano il matrimonio come una sorta di "condizione obbligata". Di solito sono professionisti, di ceto medio-alto e di cultura universitaria.

Al nord le cose cambiano drasticamente e per le stesse ragioni che abbiamo visto prima: cultura e situazione lavorativa. La disoccupazione in questo periodo è comunque alta ma esiste la possibilità di trovare impieghi flessibili. E con questi di mantenersi una propria abitazione.
Inoltre, il divario tra disoccupazione maschile e femminile è meno marcato, Questo consente ad entrambi i sessi di potersi mantenere pur vivendo soli. Stesso discorso per la cultura: sono sempre più le persone che non vedono nel matrimonio e nei figli l'unica ragione di vita.

I single del nord (uomini o donne) hanno età varia ed un impiego, spesso flessibile, con cui riescono comunque a mantenersi. I più giovani, quelli sotto i 40 anni, sono i più curiosi, quelli che mettono al primo posto la loro autonomia, a volte la carriera oppure la voglia di viaggiare, divertirsi e cercare i propri spazi. Vivono spesso in città, in quartiri ben serviti da mezzi di trasporto e quindi con locali serali facilmente raggiungibili, in appartamenti di piccolo/medie dimensioni; spesso in compagnia di un animale domestico.

Esiste poi la categoria dei single di ritorno, quelli reduci da matrimoni e relazioni falliti.
Qui le differenze nord/sud sono marcate. Al sud si tende a tornare a casa dei genitori, al nord, invece, ad andare a vivere da soli. Parliamo di persone di età superiore ai 35/40 anni che, dopo anni di convivenza, non vogliono più rinunciare alla propria libertà. In questo caso sono single senza figli, spesso pieni di interessi, impegnati in attività culturali e orgogliosi della propria libertà.

Diversa è invece la realtà dei genitori single (single con figli), soprattutto se giovani mamme. Sono donne che vivono con i propri bambini, hanno un'età compresa tra i 30 e 40 anni, lavorano e devono destreggiarsi tra il lavoro, la gestione di figli e della casa. Hanno giornate piene di impegni ma pochissimo tempo libero e, ancor meno, occasioni per socializzare e conoscere nuove persone.

Al di là delle differenze tra nord e sud, vogliamo stilare anche l'identikit del single città per città, per capire cosa contraddistingue il single di Torino da quello di Milano o di Roma, ad esempio.
Ecco, proprio questo sarà l'argomento dei nostri prossimi post. Seguiteci per i prossimi approfondimenti sul tema.

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