Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...
"Va fatta una rivoluzione: il quoziente familiare" così esordisce Roberto Formigoni sulle pagine de "Il giornale" di oggi. "Il sistema delle addizionali penalizza la famiglia, ancora di più se si tratta di una famiglia numerosa. Per questo ritengo di grande attualità la mia proposta di inserire il quoziente familiare, ovvero di far pagare le imposte su un reddito in base al numero di persone che vive grazie a quel reddito. Le tasse non andrebbero calcolate su quanto guadagno ma su quante persone mantengo. Si può discutere sul tipo di coefficienti da applicare, ma una persona che mantiene i figli e magari il nonno e la nonna è in una situazione ben diversa da un single". Alla domanda se non si rischia di attuare una tassa sul celibato, magari chiamandola tassa sui single, Formigoni ha risposto: "Non si tratta di mettere una tassa sui single, facendoli pagare di più, ma di far pagare meno chi si occupa del sostentamento di un nucleo numeroso. È l’un...