Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...
Quasi a sorpresa, la puntata finale della serie televisiva che per 6 stagioni ha celebrato senza remore né censure la vita privata, sessuale e l’indipendenza (spesso egoistica) di quattro donne single della Grande Mela, è l’apoteosi dell’amore: coniugale, incondizionato ed altruista. Tutto si conclude infatti con un degno finale, in pura tradizione hollywoodiana, per la felicità di milioni di telespettatori in tutto il mondo che seguono appassionatamente le protagoniste del telefilm " Sex and the City ". La serie, che ha ispirato libri e lezioni universitarie, tocca una corda sensibile nelle donne, che si immedesimano nelle protagoniste alle prese con le loro avventure e le loro conversazioni sull'amore introvabile, sulla felicità ed i tacchi alti. Ma l’ultima parola di Sex and the City pare non sia stata ancora scritta: sembra proprio che dobbiamo attenderci la resa cinematografica del telefilm, in arrivo entro il 2005. Il produttore della serie, Michael Patrick King...