Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...
Dopo la pausa forzata dell’anno scorso a causa del coronavirus, qualche giorno fa è tornata "Sant’Antonio Casamenteiro, la "festa" dedicata ai single ideata da padre Oliviero Svanera , rettore della Basilica di Padova. La messa, pensata per far trovare un senso alla vita (e l’anima gemella), è dedicata a nubili e celibi di età compresa fra 30 e 50 anni. SANT’ANTONIO CASAMENTEIRO, LA MESSA DEDICATA AI SINGLE Giunta alla quarta edizione, l’iniziativa Sant’Antonio Casamenteiro prende l'idea da una forma di devozione popolare molto diffusa in Portogallo, terra di origine di Antonio e anche in America Latina, dove per tradizione il Santo viene invocato per trovare un marito o una moglie, quindi per accasarsi: da qui l’appellativo "casamenteiro". Antonio, Santo dei miracoli, della parola, delle cose perse è anche il Santo delle zitelle, o meglio del "casamento", il matrimonio in America del Sud. Lì le donne nubili mettono la statua del Santo a testa in...