Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...
Quando eravamo piccoli c'era una regola non scritta secondo cui a sinistra si indossava l'orologio, a destra i braccialetti. Oggi, invece, dovremmo imparare che a sinistra si mette l'orologio e a destra i fitness trackers! Di cosa stiamo parlando? Fateci caso, ci sono sempre più persone che sfoggiano al polso un braccialetto di plastica, talvolta coloratissimo. Non è l'ultimo gadget dell'estate, quei braccialetti che a giugno sono il must del fashion e a settembre sono già vintage. Stiamo parlando di un braccialetto fitness , un concentrato di tecnologia che, nei modelli più sofisticati, monitora ogni istante delle nostre frenetiche vite da single . I fitness trackers sono l'evoluzione dei contapassi perché, oltre a questo, ci forniscono tantissime altre informazioni. Sono dei cardiofrequenzimetri (misurano il nostro battito cardiaco) e tengono traccia di ogni nostro spostamento: sanno dirci se ci stiamo muovendo a piedi, di corsa, in auto o c...