Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...
La ricerca dell'amore online richiede spesso di condividere dettagli personali che molti non rivelerebbero così facilmente in altre situazioni. Questa apertura può esporre gli utenti a rischi significativi, in particolare quando le informazioni condivise vengono sfruttate per fini diversi dal trovare un partner compatibile. È quindi fondamentale essere consapevoli di come i dati personali possano essere utilizzati e proteggersi di conseguenza. Bumble nell'occhio del ciclone per la possibile vendita dei dati degli utenti La notizia della possibile vendita dei dati degli utenti da parte di Bumble ha scatenato un vero e proprio putiferio mediatico e sollevato diverse preoccupazioni tra gli utilizzatori della piattaforma. Mozilla lavora per difendere la privacy dei single Mozilla tiene d'occhio le politiche sulla privacy delle app di incontri (Tinder, Lovoo, Badoo, Bumble ecc...) dal 2021, perché le persone subiscono conseguenze reali quando i loro dati vengono venduti a scopo ...