Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...
Nel terzo millennio la famiglia "tipo" (quella composta da padre, madre e numerosi figli) sembra stia cedendo il passo a una realtà fatta di persone che vivono da sole (o che convivono con un partner reduce da un'esperienza matrimoniale precedente) e di famiglie con pochi figli. L' Istat registra un incremento del numero delle famiglie (oltre 22 milioni, di cui il 25,4% è rappresentato da persone sole, per un totale di 5 milioni e 624 mila individui): a conti fatti i single costituiscono l' 11,9% della popolazione adulta in Italia. Vivere da single è una condizione che riguarda uomini e donne nelle diverse fasce di età: fino a 44 anni è più diffusa tra gli uomini, mentre con l'avanzare dell'età la proporzione di donne sole aumenta fino a diventare nettamente superiore. Dato interessante: una quota maggiore di single giovani nei comuni delle aree metropolitane, mentre nei comuni fino a duemila abitanti si rileva invece un maggior numero di persone sole a...