Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...
Una analisi dei legami affettivi, desiderati e allo stesso tempo fortemente temuti dagli uomini e dalle donne di oggi: desiderati perché la solitudine fa paura e spinge a cercare l’unione e la vicinanza con l’altro; temuti, perché i legami stabili comportano impegni che vengono considerati spesso insopportabili e difficili da sostenere.
Stiamo parlando di Amore liquido, il nuovo saggio di Zygmunt Bauman (filosofo e sociologo di origine polacca trasferitosi in Inghilterra, considerato il teorico del “postmodernismo” e uno dei maggiori intellettuali europei), dedicato alle relazioni umane, alla loro molteplicità, varietà e soprattutto alla loro fragilità.
"La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia". Un libro dove i protagonisti sono uomini e donne di oggi, che anelano la sicurezza dell'aggregazione ed una mano su cui poter contare nel momento del bisogno, ma che allo stesso tempo hanno paura di restare impigliati in relazioni stabili e temono che un legame stretto comporti oneri che non vogliono né pensano di poter sopportare...
Un tema diverse volte affrontato qui in Vita da single, ma a quanto pare sempre attuale: questo ultimo lavoro di Zygmunt Bauman si sofferma sulla modernità in cui viviamo, definita “liquida” perché estremamente mutevole e caratterizzata dal predominio della precarietà, del consumismo e della mentalità usa e getta, anche le relazioni sentimentali si dimostrano fragili e perennemente in discussione. La regola è sempre più spesso quella della “relazione tascabile”, così chiamata perché può essere tenuta in tasca ed estratta solo all’occorrenza, piacevole ma senza il rischio di essere opprimente...
Vi ricorda qualcosa?
Stiamo parlando di Amore liquido, il nuovo saggio di Zygmunt Bauman (filosofo e sociologo di origine polacca trasferitosi in Inghilterra, considerato il teorico del “postmodernismo” e uno dei maggiori intellettuali europei), dedicato alle relazioni umane, alla loro molteplicità, varietà e soprattutto alla loro fragilità.
"La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia". Un libro dove i protagonisti sono uomini e donne di oggi, che anelano la sicurezza dell'aggregazione ed una mano su cui poter contare nel momento del bisogno, ma che allo stesso tempo hanno paura di restare impigliati in relazioni stabili e temono che un legame stretto comporti oneri che non vogliono né pensano di poter sopportare...
Un tema diverse volte affrontato qui in Vita da single, ma a quanto pare sempre attuale: questo ultimo lavoro di Zygmunt Bauman si sofferma sulla modernità in cui viviamo, definita “liquida” perché estremamente mutevole e caratterizzata dal predominio della precarietà, del consumismo e della mentalità usa e getta, anche le relazioni sentimentali si dimostrano fragili e perennemente in discussione. La regola è sempre più spesso quella della “relazione tascabile”, così chiamata perché può essere tenuta in tasca ed estratta solo all’occorrenza, piacevole ma senza il rischio di essere opprimente...
Vi ricorda qualcosa?