Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...
Secondo un rapporto dell'Ocse, infatti, in tutta Europa il fisco avrebbe preso di mira i single, che pagano quasi il doppio delle tasse rispetto alle famiglie.
Il fisco infatti ha un occhio di riguardo per le famiglie: dall’Italia al Belgio, dall’Australia alla Svizzera, negli Usa o in Germania i lavoratori single pagano in proporzione più tasse di quelli che hanno moglie (e figli). L’Italia si colloca al sesto posto per i single più tassati ed il carico fiscale sui salari, per un single, è quasi il 10% in più rispetto ad una coppia monoreddito con due figli a carico (e a parità di guadagni).
Tra tasse e contributi un single in Italia lascia al fisco il 45,7% del proprio salario lordo.
E per chi vuole "cambiare aria" il carico fiscale non è uguale in tutto il mondo : tra single e famiglie è più o meno uguale (con oscillazioni di appena un punto percentuale) in Grecia, Messico, Nuova Zelanda e Turchia...
Il fisco infatti ha un occhio di riguardo per le famiglie: dall’Italia al Belgio, dall’Australia alla Svizzera, negli Usa o in Germania i lavoratori single pagano in proporzione più tasse di quelli che hanno moglie (e figli). L’Italia si colloca al sesto posto per i single più tassati ed il carico fiscale sui salari, per un single, è quasi il 10% in più rispetto ad una coppia monoreddito con due figli a carico (e a parità di guadagni).
Tra tasse e contributi un single in Italia lascia al fisco il 45,7% del proprio salario lordo.
E per chi vuole "cambiare aria" il carico fiscale non è uguale in tutto il mondo : tra single e famiglie è più o meno uguale (con oscillazioni di appena un punto percentuale) in Grecia, Messico, Nuova Zelanda e Turchia...