Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...
Fiera del Libro di Torino: in una sala gremita si è tenuto l’incontro con Dario Fo, in occasione della presentazione del libro "Il mondo secondo Fo".
Nel libro vengono trattati i più svariati argomenti, per rispecchiare fedelmente la poliedricità del genio di Fo, artista di teatro e uomo di cultura, i cui interessi spaziano dal disegno alla matematica, dall’arte alla medicina.
Ha toccato numerosi temi, dai ricordi legati alla consegna del Nobel al problema dell’occupazione, dalla censura degli anni Cinquanta a quella contemporanea, dalla mancata carriera di “falsario” al suo primo approccio con la scrittura e con l’arte del racconto.
Fo ha precisato che la caratteristica fondamentale di ogni buon scrittore è innanzitutto saper ascoltare.
Da consumato attore di teatro, ha salutato il pubblico con un guizzo: un canto che ha zittito tutta la platea.
Nel libro vengono trattati i più svariati argomenti, per rispecchiare fedelmente la poliedricità del genio di Fo, artista di teatro e uomo di cultura, i cui interessi spaziano dal disegno alla matematica, dall’arte alla medicina.
Ha toccato numerosi temi, dai ricordi legati alla consegna del Nobel al problema dell’occupazione, dalla censura degli anni Cinquanta a quella contemporanea, dalla mancata carriera di “falsario” al suo primo approccio con la scrittura e con l’arte del racconto.
Fo ha precisato che la caratteristica fondamentale di ogni buon scrittore è innanzitutto saper ascoltare.
Da consumato attore di teatro, ha salutato il pubblico con un guizzo: un canto che ha zittito tutta la platea.