Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...
Contratto stratosferico raggiunto dalla simpatica Renèe Zellweger che, per girare il sequel de “Il Diario di Bridget Jones”, incasserà la cifra di 20 milioni di dollari. L'unica controindicazione è che, per rientrare nella parte, la Zellweger dovrà ingrassare nuovamente di almeno 10 Kg... ma, cari single, voi rinuncereste alla vostra linea per qualche tempo in cambio di 20 milioncini di dollari?!?