Passa ai contenuti principali

ARGOMENTO IN EVIDENZA:

25 anni di Vita da single, una community che ha anticipato un trend sociale

Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...

Essere single ai tempi del coronavirus

Quando sei single, hai più di 30 anni e in più magari vivi anche in una grande città ti senti quasi una divinità.
Puoi uscire quando vuoi, frequentare chi vuoi e quando vuoi, dormire fino a tardi dopo una festa dove hai potuto alzare il gomito senza che nessuno al tuo fianco ti rimproverasse, permetterti il lusso di pranzare alle 3 del pomeriggio della domenica guardando per l’ennesima volta le repliche della tua serie tv preferita, decidere di rimanere a leggere tutto il giorno sul letto a poltrire oppure alzarti alle 7 della domenica mattina per andare a far sport.

Essere single ai tempi del coronavirus

Quando sei single ai tempi del coronavirus, invece, la solitudine aumenta esponenzialmente.
E dopo qualche giorno di isolamento forzato in casa arriva un pensiero di invidia per gli amici che in questo momento invece sono in coppia (fino a poco tempo fa magari sbeffeggiati "perché non sai quanto è bello essere liberi") e si fa strada il bisogno del conforto di una persona accanto.



In questi giorni infatti tutto è ribaltato: chi ha lottato in questi anni per restare in coppia oggi si stringe forte e può aspettare in compagnia che questo difficile periodo passi.
ll coronavirus invece sembra beffardamente un'occasione per coppie e famiglie, i single ne sono più feriti interiormente.

Arrivederci libertà

In Italia i single oggi sono più di 8 milioni: già costretti ad un costo della vita più alto, con questa epidemia perdono quella libertà che gli accoppiati o, ancora di più, gli accoppiati con figli, gli hanno sempre invidiato.
La libertà di "fare quello che mi pare" quando gli altri sono costretti a casa, di prendere decisioni dell’ultimo minuto senza doverne discutere per ore, di "uscire e accoppiarmi se, come e quando mi va", di viaggiare ma, soprattutto, di vivere misteriose quanto divertenti esperienze di appuntamenti al buio.

"Almeno loro possono mangiare, chiacchierare, guardare qualche film insieme ecc..." pensano in questo periodo dei loro amici in coppia.

Purtroppo infatti questo non è il periodo di uscire, né di andare a cena con quella persona conosciuta qualche settimana fa durante un divertente speed dating, né di riprendere i contatti con quell'amico o amica "di letto", né di scorrere più di tanto app come Tinder o Badoo, scartando o dando dei like a centinaia di volti e profili come si fosse a un "supermercato virtuale delle persone", alla ricerca di qualcuno con cui uscire.
Anche perché, se scattasse la preferenza reciproca, non si potrebbe fare nulla, nemmeno incontrarsi...

Insomma: essere single ai tempi del coronavirus è decisamente pesante e meno divertente di quanto poteva esserlo prima del suo arrivo nella vita di ognuno.
Quel che è peggio è che, a parte qualche strappo alla regola, non conviene cercare di consolarsi più di tanto con zuccheri, Nutella e carboidrati vari perché altrimenti, quando finirà questo periodo, ci si ritroverà a dover faticare parecchio per perdere i chili in eccesso accumulati.

Bisogna cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno

È anche vero che essere single ai tempi del coronavirus, ma soprattutto esserlo in quarantena nazionale, può presentare qualche piccolo vantaggio.
Per le donne single: usare le maschere viso raccolte o acquistate nel tempo, circolare per casa con uno spesso strato di argilla sul viso senza far venire la nausea a nessun uomo nei paraggi, leggere libri che giacevano sul comodino da mesi perché troppo impegnate ad avere una straripante vita sociale e/o cercare l’ennesimo uomo sbagliato.
Per gli uomini single: fare una maratona di serie tv senza dover per forza rinunciare ad altro, dedicarsi alla beneamata Playstation, riprendere in mano la vecchia chitarra, girare in casa in canottiera e mutande senza che questo intacchi il sex appeal.
E tante altre cose (quasi) amene.

Un insegnamento per tutti i single

Bisogna anche dire che molti single finora non erano mai stati soli per davvero: molti hanno scelto di affrontare la vita da single uscendo sistematicamente e compulsivamente ogni sera, spesso per evitare a tutti i costi quella sensazione di vuoto che colpisce duramente in pancia quando si torna a casa, trovandola desolatamente vuota e silenziosa.

Adesso bisogna trasformare le difficoltà in opportunità e fermarsi a pensare che questo momento storico del coronavirus potrebbe essere prezioso: fare in modo che sia un'occasione per riflettere e rimettere in linea valori ed ideali, affrontando in profondità noi stessi con le nostre paure, i nostri timori e scoprire la nostra forza interiore.
Ce la faremo. Tutti.

Marco Luca Greppi