Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...
L'altro giorno mi trovavo fermo con l'auto al semaforo, in attesa del verde.
Marco Luca Greppi
Ad un lato c'era la fermata dei mezzi pubblici: moltissimi ragazzi tra i 15 e i 17 anni erano fermi sulla pensilina, che aspettavano il mezzo pubblico.
La cosa che più colpiva è che avevano quasi tutti (tranne un paio) le cuffie alle orecchie per isolarsi completamente dal mondo circostante.
Nessuno sguardo intorno a loro, nessuna fugace occhiata per capire se c'era un volto che poteva interessare oppure no: il mondo intorno non esisteva.
Tutti, nessuno escluso, erano con lo sguardo fisso sul loro smartphone: un modo diverso di comunicare tra coetanei, insomma.
Si potrebbe magari immaginare che probabilmente in quel momento stavano scorrendo su una app come Tinder i profili di altre persone, oppure stavano comunicando con "amici" a grande distanza: persone quindi fisicamente distanti, ma virtualmente vicinissime.
Come saranno i single di domani?
La domanda è: saranno questi i single di domani?Marco Luca Greppi
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