Ricordate quando "single" era quasi una... parolaccia? Era il 2000 quando nasceva Vitadasingle.net, in un'epoca in cui ammettere di essere single a 35 anni scatenava sguardi di compassione ai pranzi di famiglia. All'inizio del millennio, spesso significava vivere in un silenzio sociale: le famiglie tradizionali dominavano le conversazioni sui media. Internet era ancora un posto quasi misterioso cui ci si collegava con un modem che faceva rumori strani e l'idea di cercare eventi o persone online sembrava roba da film di fantascienza! Eppure, il sito nasceva perché credevo che esistesse un mondo di persone che vivevano la propria singletudine non come un'attesa, ma come una parte di vita piena e ricca di possibilità. Non per vendere illusioni, come fanno in molti, ma per condividere storie vere, consigli pratici e, anche, opportunità di incontro reali . Quando essere single era ancora un tabù Immaginate l'Italia del 2000: Google era appena nato, il Nokia...
Noi single, ad esempio, dal lunedì al venerdì trascorriamo la maggior parte del tempo al lavoro: di solito per raggiungere l'ufficio facciamo sempre la stessa strada, usciamo alla stessa ora e, quando possibile, tendiamo a svolgere le nostre attività lavorative nello stesso ordine.
Il fine settimana sono i giorni più flessibili, quelli in cui abbiamo meno programmi fissi.
Ma anche nel weekend ogni single ha i suoi piccoli rituali: c'è chi fa la spesa solo il sabato mattina, chi non si alza prima di mezzogiorno, chi va a correre...
"Cambiare è facile. Come liberarsi dalle cattive abitudini e vivere felici" di Gretchen Rubin
Insomma, per quanto ogni giorno la vita di noi single sia fatta di impegni diversi, alcuni nostri comportamenti si ripetono.Secondo la scrittrice Gretchen Rubin, le abitudini sono l'architettura invisibile della vita quotidiana.
È quanto sostiene nel libro "Cambiare è facile. Come liberarsi dalle cattive abitudini e vivere felici", dove
l'autrice scrive che tutti noi ripetiamo ogni giorno circa il 40% dei nostri comportamenti.
Per questo è inevitabile che le nostre abitudini condizionino la nostra vita.
Prima abbiamo fatto degli esempi concreti, azioni che abitualmente ripetiamo.
La stessa valutazione può essere fatta anche per i nostri atteggiamenti. Facciamo un esempio: alcune donne single possono pensare che ci siano uomini che hanno sempre e solo un secondo fine. A causa di questo preconcetto tendono a rifiutare eventuali inviti, precludendosi così la possibilità di conoscere nuove persone.
A volte, invece, i single uomini tendono a mascherare le loro fragilità adottando comportamenti opposti, ad esempio reagendo in modo aggressivo. Si tratta però di una difesa ed è il risultato di comportamenti consolidati nel corso degli anni.
Nel libro "Cambiare è facile" l'autrice sostiene che il primo passo verso un cambiamento è modificare le nostre cattive abitudini.
Per farlo dobbiamo imparare a conoscerci, capire ciò che vogliamo e ciò che ci fa stare bene.
Non è detto che ciò che rende felice il nostro amico possa rendere felici anche noi.
Questo è il motivo per cui non basta imitare il comportamento di una persona di successo per ottenere gli stessi risultati.
Alcuni single riescono a prendere decisioni repentine, altri necessitano di tempi lunghi, c'è chi per star bene ha bisogno di aiutare gli altri e chi, invece, è più concentrato su sé stesso.
Non esiste un atteggiamento giusto o sbagliato
Ognuno di noi deve riuscire a capire quali sono le abitudini cattive per la propria vita e cambiarle.Gretchen Rubin è una scrittrice e blogger americana che da anni si occupa di tematiche legate alla felicità, ai comportamenti e, in generale, alla natura umana.
Attraverso esempi pratici tratti anche dalla propria esperienza personale, il suo libro ci aiuta a orientare le nostre energie verso una direzione positiva. Ci insegna così a dominare le nostre paure, superando eventuali tentativi fallimentare del passato.
"Cambiare è facile. Come liberarsi dalle cattive abitudini e vivere felici" non impone, quindi, delle regole da seguire, ma ci dà spunti di riflessione per imparare a conoscerci meglio.
Spetta quindi a noi individuare la nostra strada ed intraprendere il percorso che più ci renderà felici.
