Passa ai contenuti principali

Stare bene da soli e con gli altri

Star bene con sé stessi

Stamattina la sveglia non ha suonato, non perché vi siate dimenticati di puntarla ma perché è domenica. E quando, ripresi dal torpore del dormiveglia, lo avete realizzato il primo pensiero è stato: "Fantastico, un'intera giornata libera!".

Un pensiero comune che però si presta a una doppia interpretazione: gioia pura per la libertà di poter riempire l'intero giorno a proprio piacimento, o sconforto e un po' di tristezza proprio per lo stesso motivo.

Per noi single il weekend e soprattutto la domenica, sono momenti delicati. Si tratta di giorni che di solito vengono dedicati a fare le cose che ci fanno star bene ma, per chi vive solo, la ricerca di un benessere interiore è una conquista che si raggiunge con il tempo.
Trovare un proprio equilibrio e imparare a star bene con sé stessi è un percorso lungo che a volte ci fa commettere degli errori.

Chi è single tende ad attraversare due fasi: quella in cui ci circondiamo di qualsiasi persona, pur di non trascorrere weekend e feste da soli e quella in cui preferiamo isolarci. 

Nel primo caso accettiamo di frequentare gruppi o persone che conosciamo a malapena, con cui non condividiamo alcun interesse.
Ci ritroviamo così in situazioni che mai pensavamo di poter vivere. 

A volte ne usciamo piacevolmente colpiti.
Magari scopriamo in noi un talento da paracadutisti che non sapevamo di possedere!
Oppure ritroviamo una seconda giovinezza che non avevamo neppure a 20 anni e diventiamo improvvisamente i re della notte. Per mesi frequentiamo locali quasi ogni sera, dormiamo 4 ore a notte, ci circondiamo di persone nuove ogni giorno... fino a quando reggere questi ritmi diventa troppo impegnativo.
Sentiamo il bisogno di rallentare e piano piano ritroviamo un nostro equilibrio.

Altre volte, invece, ci ritroviamo in situazioni che ci annoiamo, ci sentiamo a disagio e ci pentiamo amaramente di aver accettato quell'invito.

La reazione più saggia sarebbe rielaborare l'esperienza negativa e trasformarla in qualcosa di positivo. 
Facciamo un esempio. Altre persone single ci invitano a fare una gita in montagna. Dopo due ore di viaggio raggiungiamo una località incantata, con sentieri che si diramano ovunque, verso un  lago dai mille colori, un rifugio in quota, un punto panoramico... Proprio mentre siamo indecisi su quale direzione intraprendere, scopriamo che gli altri stanno attrezzando un picnic a un metro dall'auto e da lì non hanno alcuna intenzione di muoversi.

Ecco, se siamo degli amanti della montagna e del trekking, il pensiero saggio da elaborare dovrebbe essere: "Con loro, in montagna non verrò più. Li frequenterò piuttosto in altre occasioni, come ad esempio una cena o un'uscita al cinema".
Invece la reazione sbagliata, ma anche la più comune, è: "Con loro non uscirò più".
Senza accorgercene iniziamo però a ragionare in quel modo in ogni situazione.

Benessere interiore


Potremmo fare altre centinaia di esempi ma il concetto è sempre lo stesso: il rischio è quello di chiudersi nell'isolamento.
Ci convinciamo che con quelle persone non ci si diverta, che una determinata gita ha senso farla solo con amici cui siamo particolarmente legati e non con dei conoscenti che frequentiamo da un mese, che quella compagnia è troppo giovane/vecchia/introversa/estroversa... insomma, ogni pretesto è buono per giustificare il nostro rifiuto ad aggregarci a loro.

Si finisce così con il trascorrere sempre più tempo soli, abituandosi e apprezzando sempre di più la nostra solitudine.
Ma attenzione: tutto questo non significa aver imparato a star bene con sé stessi. È piuttosto una fuga dalle nostre paure più profonde. E, più ci abituiamo a stare soli (a casa, nel tempo libero, nelle commissioni, in qualsiasi momento...), più faremo fatica a relazionarci con gli altri.

A volte ci sentiamo demoralizzati e fatichiamo a relazionarci con gli altri. Ma dobbiamo pensare che entrambe le reazioni (vita ascetica e vita super-estroversa) sono fasi passeggere.
E sono anche percorsi di crescita importanti per capire chi siamo e cosa desideriamo veramente.

L'importante è non dimenticare l'obiettivo principale: imparare a volerci bene e coccolarci.
Perché, solo quando impareremo a star bene con noi stessi, staremo bene anche con gli altri.

POST PIÚ POPOLARI:

Le migliori domande da fare a uno speeddate

I nostri speeddate"6 Single x sei single" sono eventi per single durante i quali ogni partecipante ha 6 minuti di tempo per conoscere il single che gli si siede di fronte.
In un'unica serata si possono incontrare tante persone single, ma il tempo è (volutamente) limitato, proprio per spronare ogni partecipante a utilizzare nel migliore dei modi i minuti disponibili.

Cosa chiedere quindi per sfruttare al meglio il tempo a disposizione e catturare l'attenzione dell'interlocutore?



Attenzione: non è un'intervista! Quindi è difficile creare una scaletta delle migliori domande da fare a uno speeddate perché tutto dipenderà da come evolve la conversazione.

Per spezzare il ghiaccio, la prima domanda da fare è sicuramente il nome: può sembrare banale ma il nome è il nostro "bigliettino da visita" ed è ciò che attribuisce un'identità anche all'esterno.
Poi, come abbiamo detto, è un modo per avviare una conversazione, quindi anche solo rispondendo a una…

5 errori da evitare in uno speeddate

Come ormai saprete, da sempre siamo molto attenti a monitorare l'andamento dei nostri eventi: in più, il nostro staff raccoglie continuamente feedback e suggerimenti parlando qua e là con i partecipanti.
Abbiamo così sentito (e visto) fare alcuni errori imperdonabili durante le nostre serate speeddate in Italia che ormai potremmo quasi scrivere un libro.



Ma ce ne sono alcuni che, purtroppo, sono particolarmente gravi.
Ecco quindi gli errori da non fare mai:

1 - Non prestare alcuna attenzione al proprio look
Questo è uno degli errori che commettono più spesso gli uomini. Alcuni proprio non ci pensano, altri ci pensano ma... si danno già la risposta da soli, pensando fra sé e sé: "Io sono così, se piaccio bene, altrimenti ne cerchino un altro".

Ricordate sempre che la prima impressione è quella che conta, non curare il proprio abbigliamento prima di uno speed-date è un gravissimo errore.


2 - Andare alla serata speeddate con un amico (o un'amica)
Questo è un errore che …

5 motivi per partecipare a una cena con sconosciuti

Ieri vi ha chiamato il vostro amico Marco: è single, Milano è la sua città ed è un assiduo frequentatore della Milano single.
Conosce i locali per single di Milano, partecipa a tutti gli eventi per single e ogni volta vi racconta di qualche nuova serata trascorsa in compagnia di altri amici single.

Anche ieri vi ha parlato di una cena cui andrà a breve. Sarà una sorta di "cena degli sconosciuti" dove i partecipanti non si conoscono e si incontrano per la prima volta proprio nel ristorante in cui si terrà l'evento.



Ma di cosa si tratta?

Le cene con sconosciuti sono un evento che con Vitadasingle organizziamo da anni.
I nostri eventi dinnerdate sono infatti appuntamenti a cena in cui i partecipanti hanno modo di conoscersi e socializzare.
Le location sono tra le migliori locali di Italia (tra questi troviamo anche il notissimo Twiga, locale di Flavio Briatore), in modo da dare la possibilità a tutti (single di Torino, single di Roma, single di Milano ecc...) di parteciparvi…